Umanizzare la rete ritrovando un po’ di garbo

“Il mal dell’anima che da sempre colpisce l’uomo oggi è acutizzato dal rumore informatico e a me questo non piace”. Questa volta non vi parlo di innovazione ma degli effetti che questa sta avendo, nella visione e nel pensiero di Brunello Cucinelli, sull’umanità

 

“Chi sarà in grado di umanizzare la rete sarà il prossimo vero grande Leonardo”. Sono le parole con le quali decide di aprire il suo intervento Brunello Cucinelli, il noto imprenditore fondatore dell’omonima casa di moda, durante l’evento che Salesforce ha dedicato la scorsa settimana a clienti e partner italiani. “Abbiamo bisogno di fondere la tecnologia con l’umanità, di mettere la mente di Voltaire [soprattutto l’ideologia legata all’accettazione del cambiamento; Voltaire diceva <<se del tuo tempo non vuoi accettare cambiamenti forse prenderai la parte peggiore>> – ndr] con l’anima del sogno dentro l’innovazione”, sono i primi pensieri espressi dall’imprenditore umbro che invita il pubblico a riflettere sull’attuale malessere generale dell’umanità legato non tanto alle questioni economiche quanto “quel mal dell’anima che da sempre colpisce l’uomo ma che oggi è acutizzato dal rumore informatico: lavoriamo troppo e siamo troppo connessi. A me questo non piace”.

“L’essere umano è creativo solo se l’atmosfera intorno a lui è speciale”, prosegue Cucinelli citando Jean-Jacques Rousseau e chiedendosi quale possa essere il senso dell’eccessiva comunicazione di oggi: “riceviamo 200/300 e-mail al giorno ed è una cosa folle; io sono convinto che con una telefonata risolveremmo problemi che oggi gestiamo con almeno una decina di e-mail. Mi piacerebbe che tutti riuscissero a fare un passo indietro, come ho fatto io nella mia azienda; dobbiamo essere moderni, contemporanei ed efficienti ma questo non può voler dire perdere la nostra umanità o peggiorare la qualità delle nostre vite”.

Il Crm non può essere strumento di angoscia per i clienti

C’è spazio anche per l’analisi tecnologica nei pensieri di Cucinelli che però ribadisce il concetto di “umanizzazione” anche nell’utilizzo degli strumenti: “io sono angosciato da tutto quello che si può fare oggi con certe soluzioni [il riferimento è all’intelligenza artificiale e alle analisi predittive nell’ambito del Marketing, di cui si è dibattuto negli interventi che hanno preceduto Cucinelli – ndr]; non è che non dobbiamo averle, ma non devono diventare ‘strumenti di angoscia’ per i clienti, metodi invasivi di contatto e comunicazione continua che hanno come unico effetto quello di perdere la loro fiducia. Ma perché ciò che stressa noi non dovrebbe stressare gli altri – si chiede Cucinelli – ciò che dà fastidio a noi, presumibilmente darà fastidio anche a molti altri. Quando abbiamo avviato l’eCommerce, gli specialisti ci hanno consigliato alcune funzionalità e strategie, ebbene, noi abbiamo fatto tutto il contrario: io non voglio essere oppresso e suppongo non lo vogliano nemmeno i nostri clienti”.

Ciò su cui si deve puntare, esprime Cucinelli, è la “personalizzazione dei servizi, della comunicazione, delle proposte, indubbiamente oggi gestibili solo attraverso avanzate tecnologie”, senza esasperare tutto ciò che ci ruota intorno, come la supply chain: “non succede nulla se attendiamo qualche giorno o una settimana per la consegna di ciò che acquistiamo; è così bella l’attesa!”.

E nel saluto finale al pubblico non poteva mancare, come ormai consuetudine durante le apparizioni pubbliche di Cucinelli, la citazione di Kant: “agisci considerando l’umanità, sia per te stesso che per gli altri, non come semplice mezzo ma come nobile fine. Ecco, io vorrei lavorare per rendere migliore la qualità di vita nel mondo sapendo che il nobile fine è l’umanità”.

 

NOTA: per questo post non ricevo alcun compenso né da Salesforce né da Brunello Cucinelli né tanto meno da agenzie di comunicazione o stampa ed editori; quanto riportato è frutto della mia elaborazione personale a seguito della mia partecipazione in qualità di giornalista/blogger al Salesforce Essentials 2017 tenutosi a Milano lo scorso 30 maggio (gli articoli giornalistici per i quali ho ricevuto regolare compenso sono stati pubblicati sulle testate del Gruppo Digital360 con il quale collaboro)

 

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