Mentor: il suo valore per una startup

Startup mentor

 

Il mentor è colui che ha voglia di “mettere la giacca di chi aiuta” una startup a diventare impresa. E’ colui che fa da guida ma senza alcuna leadership gerarchica: l’imprenditore è lo startupper, non il mentor

 

La figura più importante dopo l’eroe. Nella mitologia greca è questo il mentor, colui che consiglia, aiuta e accompagna il protagonista di una valorosa avventura nel suo viaggio di esplorazione e nel raggiungimento della meta.

Oggi, lo startup mentor non è poi così lontano da Mentore, colui al quale Ulisse, in partenza per la guerra di Troia, affidò il figlio Telemaco. Perché fa esattamente quello che fu chiesto a Mentore a suo tempo: guidare ed aiutare Telemaco.

 

Perché mai una startup dovrebbe aver bisogno di un mentor?

Essere agili e innovativi (come dovrebbero esserlo le startup, quelle serie per lo meno) ma avere la solidità delle corportaion. Sembra quasi un’utopia ma è esattamente questa la “formula” che consente ad una startup di diventare impresa, di fare quel percorso di crescita e scalabilità che la allontana dal fallimento.

Poi, sappiamo ormai tutto molto bene che le formule magiche non esistono, che oltre il 90% delle startup è destinato fisiologicamente a fallire e che cogliere le variabili e gli indici di successo nel lungo periodo è davvero complicato. Non esistono formule, ricette e magie e persino la teoria manageriale non può dare risposte certe.

Ma (c’è sempre un ma in ogni storia!) il mentor potrebbe essere l’ingrediente “magico”; in una startup, è l’elemento “guida” che aiuta gli startupper a fare meno errori, a creare le condizioni possibilmente più favorevoli per aumentare le chance di successo del business.

Perché? Perché non è emotivamente coinvolto nell’idea iniziale della startup e questo gli consente di:

vedere con più oggettività la situazione generale;

capire se ci sono le condizioni favorevoli per trasformare la startup in impresa (a partire dal “grip” degli startupper; senza troppo cinismo va detto che non tutti i visionari, creativi, innovativi riescono a diventare imprenditori);

–  aiutare gli startupper a farsi le domande giuste per proseguire nel percorso;

–  offrire un approccio metodologico (ma NON una leadership gerarchica!).

 

L’importanza della formazione: un mentor non è un consulente e non è nemmeno un formatore

 

Su quest’ultimo aspetto, quello dell’approccio metodologico, spendo qualche parola in più perché mi coinvolge personalmente.

Le startup hanno un approccio lean al business ma hanno bisogno di una guida per poterlo svilupare e far crescere, soprattutto perché l’idea iniziale, quella da cui nasce la startup, rappresenta solo l’1% della startup stessa; il restante 99% è execution, è quel percorso che consentirà alla startup di diventare impresa, trovare spazio sul mercato, trovare clienti, fatturare, guadagnare, crescere.

Il mentor è quindi colui che aiuta la startup in quel 99% di execution, guidando gli startupper con metodologie imprenditoriali ma senza l’approccio alla leadership gerarchica che caratterizza le corporation e, molto spesso, un freno all’innovazione.

L’imprenditore è lo startupper, NON il mentor!

 

Fare il mentor richiede quindi delle capacità che non si possono improvvisare, essere stato un imprenditore o aver fondato precedentemente una startup (di successo o meno) non basta (anche se di certo aiuta), conoscere le dinamiche di business delle corporation potrebbe non significare gran che, avere tante idee non ha alcun tipo di importanza.

Servono, al contrario:

capacità di analisi e valutazione (del potenziale di una startup, del “grip” dei creativi, dei progetti innovativi che non hanno parametri comparativi con il mercato esistente);

conoscenza dei trend tecnologici emergenti, dello sviluppo delle tecnologie esponenziali e dei nuovi approcci alla gestione della crescente complessità;

conoscenza pratica (e non solo teorica!) degli strumenti di design, valutazione e sviluppo di nuovi modelli di business.

 

Ecco perché trovo decisamente strategica l’idea del Polihub di lanciare, in partnership con il MIP, un corso per diventare “esperti” di nuove imprese innovative per poi intraprendere il percorso di mentor. Per lo meno, strategica per me che ho deciso di iniziare questo cammino. Un cammino che voglio raccontare e condividere con tutti voi nella speranza di poter essere d’aiuto a chi, come me, avrà voglia di diventare uno startup mentor.

 

Tutte le informazioni sul percorso MIP-Polihub le potete trovare qui

La “mia storia” la potete seguire qui tra le pagine del blog, sui miei canali social e, in forma decisamente più professionale, sui portali di Digital360 dove esprimo la mia anima giornalistica (in particolare su AI4Business)