Medical Selfie: la diagnosi si fa con lo smartphone

Medical Selfie: la diagnosi si fa con lo smartphone

La telecamera del nostro cellulare diventa uno strumento di analisi delle urine; un micro-dispositivo che si collega tramite il comune jack degli auricolari consente analisi del sangue in una quindicina di minuti. Così la diagnosi medica si fa con lo smartphone

 

by Depositphotos

 

Può un completo e qualitativo test medico di laboratorio essere compiuto con un semplice telefono cellulare? La risposta è sì e ve lo dimostro con due esempi concreti.

Partiamo dalle analisi delle urine. In Israele, un team di giovanissimi nerd guidata da Yonatan Adiri, Founder e CEO di Healthy.io, azienda che sta facendo della convergenza tra il mercato hardware e le problematiche cliniche un cavallo di battaglia (puntando soprattutto sulla diagnostica mediante immagini e colori), ha lanciato l’app Dip.io per l’analisi delle urine ‘self-made’. L’idea di fondo è sfruttare la tecnologia hardware già disponibile, la fotocamera di uno smartphone, i comuni stick per le urine acquistabili nelle farmacie ed una semplice app per eseguire gli esami clinici comodamente a casa ed inviare, sempre tramite app, i risultati al proprio medico curante o alla clinica alla quale ci si vuole affidare per le cure.

Il paziente non deve far altro che eseguire comunemente il test tramite lo stick, attendere che questo restituisca il risultato (di solito espresso con un colore) e poi fotografare lo stick. L’app provvederà a fare la comparazione del risultato dello stick con la ‘carta colori’ definita dalle autorità sanitarie e presa come riferimento per le diagnosi dai medici, eventualmente anche confrontando i risultati con la storia pregressa del paziente e suggerendo quindi le azioni da farsi (rivolgersi al medico, chiedere un appuntamento con uno specialista, ecc.). Azioni che possono anche essere ‘automatizzate’ e gestite dall’app stessa in modo da avvertire in real-time i medici o le cliniche interessate o che hanno in cura il paziente.

Guardandola dalla prospettiva tecnologica, cloud e smartphone diventano gli elementi di semplificazione dei processi di acquisizione delle immagini mediche e sanitarie, accelerando così diagnosi e cure.

Il secondo esempio che vi porto riguarda le analisi del sangue. In questo caso parliamo di un progetto di ricerca avviato da alcuni ingegneri biomedici della Columbia University che hanno sviluppato un piccolo dispositivo, collegato ad uno smartphone tramite il comune connettore degli auricolari, attraverso il quale poter effettuare – in soli 15 minuti – analisi di laboratorio complesse come quelle per la diagnosi di malattie come la sifilide o il test Hiv.

In questo caso, al paziente viene prelevata una quantità minima di sangue (ne bastano poche gocce prese da un dito bucato con un ago, come avviene per esempio già oggi nei test ‘self-made’ della glicemia effettuabili a casa con piccoli dispositivi portatili) che viene ‘pompata’ all’interno del dispositivo che esegue i test i cui risultati appaiono su un comune smartphone (mediante una app).

La ricerca (pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine) è stata avvalorata da esperimenti ‘sul campo’, in Ruanda. I risultati, con test effettuati su 96 pazienti, hanno mostrato un’attendibilità del 92% nella diagnosi dell’Hiv e della sifilide con un processo che dura, in totale, 15 minuti.

La diagnosi tempestiva è ovviamente la più grande delle opportunità ma, secondo gli scienziati, non va sottovalutata la portata della ‘tecnologica’ che consente di poter raggiungere oggi questi risultati con un costo complessivo di poco più di 35 dollari (34 dollari il costo del dispositivo che si aggancia allo smartphone, realizzato mediante stampa a iniezione; 1,44 dollari il costo di ogni singolo test).

 

In questo video si mostra esattamente come funziona il test

 

 

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