Customer engagement, un fidanzamento con promessa continua di matrimonio

Qualche riflessione mattutina prima di vestire i panni di giornalista e iniziare il viaggio alla scoperta di Watson e delle sue applicazioni nel mondo del marketing

by Depositphotos

 

Sono a Las Vegas e nel momento in cui scrivo sono le 4.30 del mattino. Il jet-lag si fa sentire e anziché girarmi nel letto in attesa di ritrovare il sonno penso al tema di fondo della convention che tra poche ore seguirò in veste di giornalista (IBM Amplify 2017): customer engagement. È l’engagement che stuzzica sempre la mia fantasia, forse perché è lo stesso termine che gli americani usano per definire una relazione amorosa stabile, quel ‘fidanzamento ufficiale’ che precede le nozze. Non una love story tra le tante ma LA storia d’amore per eccellenza. E il fatto che lo stesso termine venga impiegato nella relazione tra brand aziendali e utenti la dice lunga su quanto, nella realtà dei fatti, ci sia ancora molto da fare per arrivare al fidanzamento.

Ho usato questo tema, con i medesimi termini di paragone, qualche mese fa ad un corso di formazione professionale (Social media marketing a 360°, organizzato da Nadia Zabbeo di Digysit e Roberto Gerosa di SocialDaily) al quale mi era stato chiesto di intervenire per offrire una disamina sul difficile rapporto tra le aziende ed i social network. In quell’occasione avevo sfruttato l’immagine di due sposini che salgono su una scala per sottolineare quanto sia lungo il percorso da compiere (in salita!) nello stabilire una relazione stabile tra azienda e cliente, rapporto dove ognuno deve fare la sua parte.

Non mi aspetto che qui a Las Vegas venga affrontato il tema con questa lente d’osservazione (qui si parlerà prevalentemente di tecnologia e di come l’intelligenza artificiale, Watson per la precisione dato che siamo in casa IBM, possa essere di supporto nelle strategie di marketing delle aziende, comprese quelle del mondo B2B forse un po’ meno abituate a ragionare sui temi dell’ingaggio), ma di sicuro gli spunti non mancheranno.

Nell’attesa, chiedo a voi qualche spunto di riflessione, così mi aiutate ad essere più efficace nella mia ‘caccia all’innovazione’!

 

NOTA: per questo post non ricevo alcun compenso né da IBM né da agenzie di comunicazione o stampa ed editori; quanto riportato è frutto della mia elaborazione personale a seguito della mia partecipazione in qualità di giornalista/blogger all’IBM Amplify 2017 tenutosi a Las Vegas dal 20 al 22 marzo (gli articoli giornalistici per i quali ho ricevuto regolare compenso sono stati pubblicati sulle testate del Gruppo Digital360 con il quale collaboro)